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Chaumet
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La storia della Maison inizia nel 1780 e si intreccia con la Storia di Francia. Due secoli di creazioni attraverso nuove generazioni di Maestri orafi il cui savoir faire si trasmetterà senza interruzione da un responsabile di laboratorio a un altro. I suoi esordi hanno il sapore di una leggenda. Un giovane orafo di nome Marie - Etienne Nitot, che aveva il suo laboratorio a rue Saint Honoré, trattiene per le briglie il cavallo imbizzarrito di Napoleone Bonaparte all’epoca Primo Console. L’imperatore non lo dimenticherà e gli testimonierà la sua riconoscenza per il coraggio dimostrato facendo di lui il suo orafo personale.

Chaumet, Orafo personale di Napoleone.

Nitot e figlio: l’Impero (1780-1814)
Dopo aver collaborato con Aubert, orafo della Regina Maria Antonietta e aver aperto il proprio negozio, il fondatore di Chaumet, Marie - Etienne Nitot, si crea molto rapidamente una clientela aristocratica. Ma in realtà è a partire dal 1802, quando diventa gioielliere personale di Napoleone, che acquisisce la sua notorietà. Il gusto di Napoleone per i gioielli è politico. Vuole far tornare la Francia ad essere il centro di creazione del lusso e della moda come era prima della rivoluzione del 1789.

Con suo figlio, Nitot immagina i gioielli più straordinari che coniugano magnificenza e semplicità. Da qui nasce l’idea del diadema che attira lo sguardo verso la parte alta del viso e corrisponde perfettamente ai simboli di potere e di fasto dell’epoca dell’Impero. Nel 1802 realizza la spada consolare nella quale fa incastonare il più bel diamante della corona di Francia, il famoso “Le Règent”, dal peso di 140 carati, esposto attualmente al Museo del Louvre. Due anni più tardi, sarà la volta dei gioielli della Consacrazione imperiale realizzati per “L‘Incoronazione” e poi del gladio imperiale.

Per Giuseppina, il cui gusto molto sicuro le consente qualunque eccentricità, crea gioielli romantici e audaci; per Maria Luisa, realizza le parure piu sontuose quali la parure di matrimonio dell’Imperatrice Maria Luisa attualmente esposta nei saloni storici, al numero 12 di Place Vendôme o il collier di diamanti offerto dall’lmperatore in occasione della nascita di suo figlio, proclamato Re di Roma. Nel 1805, Marie - Etienne Nitot, acquisite fama e fortuna, acquista l’HoteI de Gramont situato al numero 15 di Place Vendôme che, nel 1898, diventerà l’Hotel Ritz. La successione dei Nitot padre e figlio sarà assicurata non più dai loro discendenti ma da responsabili di laboratorio di talento: Fossin, Morel e Chaumet.

Fossin e figlio (1786 - 1869): il periodo Romantico
Jean-Baptiste Fossin e suo figlio Jules consacrano il gioiello romantico Ispirato alle Arti Decorative del Rinascimento Italiano e del XVIII secolo francese. Seduce l’elite dell’epoca: la duchessa di Berry, la famiglia di Luigi Filippo, Re di Francia, l’aristocrazia straniera (citiamo: il Principe russo Anatole Demidoff consorte della Principessa Matilde Bonaparte, nipote dell’Imperatore Napoleone I) ma anche una nuova clientela composta da pittori, da scultori, da scrittori e da artisti di teatro. E’ l’inizio del naturalismo: i due gioiellieri riproducono come degli scultori foglie d’edera, di convolvolo, di ulivo e di ippocastano, di rosa canina o di biancospino, frutti quali l’uva assemblando in modo ingegnoso topazi, smeraldi, rubini e diamanti.

Jean-Valentin Morel (1794 — 1860): il secondo Impero
Successore di Fossin, Morel dopo la rivoluzione del 1848 si reca in Inghilterra per sviluppare i suoi affari e apre un laboratorio a Londra. Seduce l’aristocrazia e i Dandy e diventa l’orafo della regina Vittoria. Assistito da suo figlio Prosper, Morel si costruisce una clientela prestigiosa, che annovera l’Imperatore Napoleone III e Eugénie de Montijo, il Duca di Rochefoucauld, il Duca di Luynes, il Duca di Harcourt; i banchieri parigini, quali i Rothschild, i grandi industriali. In questo modo Parigi riconquista uno stile di vita brillante e rinnova la sua reputazione internazionale di città dell’alto lusso e della moda. Un’atmosfera propizia alla creazione di gioielli da indossare di giorno o di sera con sontuosi abiti da sera.

Joseph Chaumet (1852-1928): La Belle Époque
Joseph Chaumet, sposando la figlia di Prosper Morel e assumendo il controllo della Maison nel 1885, s’impone come Maestro indiscusso della Belle Epoque per una creatività totalmente eccezionale per l’azienda. Creando gioielli nel contempo eleganti e maestosi, attrae una clientela regale e aristocratica. I diademi e le aigrette, emblemi sociali e accessori di moda, rappresentano un’attività molto importante per la Maison. Così nascono l’Aigrette Colibrì in oro, argento, rubini e diamanti. Nel 1894, realizza l’Aigrette Soleil Levant, nella quale il motivo decorativo del Sole testimonia l’influenza dell‘arte giapponese o il diadema Bourbon-Parme in platino e diamanti realizzato nel 1919. Nel 1907, apre la sua boutique al numero 12 di Place Vendôme, indirizzo che da allora rimane il cuore pulsante della Maison.

Marcel Chaumet (1886- 1964): L’Art Déco
Iniziato alla professione di orafo da suo padre, Marcel Chaumet, gli succede nel 1928. Lo stile dei gioielli diventa più geometrico in armonia con la moda “alla garçon” degli Anni ‘20 che diverrà più femminile negli anni ‘30.
Questo stile porta alla nascita dell’Art Déco consacrata dall’esposizione delle Arti Decorative tenutasi a Parigi nel 1925 e caratterizzata da forti contrasti di colore, di materiali e dall’impiego di pietre semi-preziose.

L’epoca contemporanea
Sulla scia degli anni ‘45 che corrispondono al celebre New Look di Christian Dior, Chaumet conserva la sua fama in fatto di stile e di qualità. I disegni diventano l’eco dello stile di vita parigino. L’Alta gioielleria e l’ Haute Couture diventano indissociabili. E’ nata una nuova clientela composta da Principi indiani, del Nuovo Mondo e della settima arte: dal maharajah di Indore alle tuniche bianche sottolineate da due fili di perle messi in risalto da due diamanti a goccia di più di 46 carati, a Gertrude Vanderbilt, ereditiera della Standard Oil o Barbara Hutton che, divenuta principessa, sceglie i suoi diademi da Chaumet. Sacha Guitry, cliente fedele, sceglie gli anelli delle sue fidanzate da Chaumet e offrirà a una di loro uno smeraldo di 111 carati. A questi si aggiunge il cinema: Edwige Feuillere, Richard Burton, Lauren Bacall, Rex Harisson.

Le Nuove Principesse
Al giorno d’oggi, Chaumet perpetua questo savoir faire di Orafo parigino inserendo i valori fondamentali della Maison nella modernità. Parallelamente agli ordini speciali realizzati per i grandi clienti internazionali, Chaumet rilancia l‘Alta Gioielleria e la moda del gioiello da capo, dal diadema all‘Aigrette e ai fermagli per capelli, inventa nuovi porter. Le creazioni Chaumet di susseguono, melange di moda, di eleganza, di stile e di un savoir faire orafo unico.
Le attrici del cinema, le top model sono divenute le nuove ambasciatrici della rinascita della Gioielleria: Catherine Deneuve, Ornella Muti, Ines Sastre, Stella Tennant, Aurelie Dupont, ballerine etoile dell’Opera di Parigi, Caterina Murino e Sophie Marceau che oggi incarna la nuova immagine della Maison e il mito della principessa nella nuova campagna pubblicitaria.


Il museo
Al primo piano è sufficiente aprire la porta del grande salone per entrare in un museo dove si delinea in circa 150 modelli di diademi, la storia di Francia dalla fine del XVIII secolo ai giorni nostri. All’ingresso: il ritratto dell‘ Imperatrice Maria Luisa dipinto nel 1812 da Robert Lefèvre in occasione della nascita del re di Roma. Su questo dipinto, acquisito da Chaumet nel 1975, l’imperatrice indossa dei gioielli creati da Nitot, il fondatore della Maison. Sulla parete, una collezione di diademi e gioielli da testa in argentone, una lega di rame e stagno. Nelle vetrine, i gioielli testimoniano epoche fastose nelle quali, sotto regni differenti, grandi orafi si succedono di maestro in allievo, per dare vita alla dinastia Chaumet il cui nome domina Place Vendome dal 1907. Qui si può scoprire la copia del diadema che Napoleone offrì a Maria Luisa, il pettine ornato da sette rubini che fermava la sua acconciatura e la piccola corona che sormontava l’insieme. In uno scrigno, i gioielli abbinati: orecchini a pendente, collier e braccialetti. Anche il diadema Bourbon-Parme commissionato a Joseph Chaumet nel 1919 dal Duca di Doudeauville per il matrimonio di sua figlia Edwige con il principe Sisto di Borbone Parma, fa parte della collezione del museo. Questo diadema compare nella nuova campagna pubblicitaria Chaumet dove si scopre la top model Stella Tennant in due immagini che si fronteggiano: l’aristocrazia autentica e la modernità contemporanea. Sulla parete, un disegno cattura l’attenzione, quello della corona della Consacrazione dell’Imperatore Napoleone. Più verso di noi, gioielli da capo in diamanti e platino: Aigrette Maria Stuarda, Kokochnik, ornamenti per capelli. Delicati colibrì rivelano la lavorazione del diamante e dei rubini. Delle foto rendono conto dell’eleganza dei clienti importanti: Lady Mountbatten, la Granduchessa Vladimir di Russia, la principessa Youssoupov, la duchessa di Westminster. Su un leggio, un libro di fatture attesta i principali ordini del XIX secolo.

Gli archivi: due secoli di creazione
Le creazioni Chaumet costituiscono un fondo unico come testimoniano gli archivi: 38.000 lastre di vetro conservate dalle origini della fotografia, 300.000 stampe originali, 80.000 disegni molti autori dei quali erano Grand Prix de Rome. Le più antiche sono le gouache Imperiali del 1805, 1810 e 1811. Se gli archivi che risalgono al Primo Impero sono attualmente conservati presso l’Archivio Nazionale, Chaumet conserva la totalità di quelli raccolti dal 1832: corrispondenza di clienti, libri contabili e libri di inventario, libri di perle e di pietre, libri di visita aggiornati durante il giorno dal cassiere del negozio, disegni dal 1830, modelli di gioielli e di diademi in argentone.

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